Month: Mai 2013

Adesso tocca a té!

I sei pilastri della politica di sicurezza svizzera, in particolare i compiti dell’esercito e della protezione civile, spiegati in modo conciso e preciso. Si, proprio un bel video. Moderno, allegro e ben costruito che ha il pregio di trasmettere il significato della politica di sicurezza in pochi minuti. Oltre alla

Politica di sicurezza, tanti enunciati e deduzioni, ma poche concrete conseguenze (2/2)

Seconda parte Questo contributo è la continuazione dell‘articolo pubblicato il 10 maggio 2013 su questo blog. A seconda della forma della minaccia si designerà un criterio guida. Le forme della minaccia coinvolgono tutti gli strati della società. La geometria variabile e la collaborazione continua è la risposta. L’essenza sul dibattito

Politica di sicurezza, tanti enunciati e deduzioni, ma poche concrete conseguenze (1/2)

Il problema della riflessione che segue, non dovrebbe essere un problema. Il problema è l’atteggiamento della classe politica, e della società in generale (classe politica, dirigenziale, popolazione), rispetto al problema. Ho scelto di iniziare questa riflessione, parafrasando un estratto tratto dal film de “i Pirati dei Caraibi” che si riassume

Pillole di Politica di Sicurezza

Rovistando tra le mie schede, ho (ri)trovato una tavola riassuntiva della politica di sicurezza elvetica. Senza commenti, solo fatti. Basta cliccare sul disegno e tramite lo zoom vi sarà possibile accedere alle informazioni.  

Un chiaro no! Un no allo smantellamento della nostra sicurezza

La Società Ticinese degli Ufficiali prende una chiara, inequivocabile e significativa presa di posizione. No allo smantellamento della nostra sicurezza. No allo smantellamento dell’unica risorsa in caso di bisogno nelle mani del nostro governo. No alla tattica del salame che il gruppo per una Svizzera senza Esercito persegue da anni.

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