La mia caccia al tesoro

Questa mattina, appena la mia sveglia mi ha reso attento che era ora di alzarmi, di primo acchito e in modo inconsapevole, recitai le seguenti parole:

I due giorni più importanti nella tua vita sono il giorno in cui nasci e il giorno in cui scopri il perché sei nato.

Mi sorpresi non poco. Parole limpide, chiare e recitate a voce alta. Non sono parole mie, bensì di Mark Twain. Il tipo sembra uno di quelli importanti. Di frasi ne ha dette. Vabbè non importa. Torniamo alla frase di questa mattina. Riassunto: il senso della vita.

Concordo: il 2 aprile 1967 è una data importante. Sono nato io. Sono cresciuto e, a dispetto delle quasi cinquanta candeline, sto ancora imparando. Ho sempre voglia di imparare, di vedere, di provare. Con tutti i miei pregi ma con i molti difetti che sono costretto a portarmi continuamente appresso, sono contento. La seconda parte del pensiero però, mi incute invece un senso di smarrimento. Forse smarrimento è troppo, ma rende l’idea. Già perché sono nato? Quale è il senso della mia vita? Ahi. E qui le domande-risposte sono tante. Per studiare? No (anche se è intellettualmente la linfa per progredire). Per lavorare? No (anche se è necessario) per fare carriera? No (anche se fa piacere), per avere una famiglia? No (anche se sono felice della scelta fatta). Insomma, la domanda-risposta è maledettamente complicata. Studiare-lavorare-guadagnare-divertirsi-… è una parte, ma non tutto. Perché cavolo siamo al mondo? …

Forse, voglio migliorare il mondo. Se sì, dovrei ancora impegnarmi maggiormente. Forse, voglio lasciare un mondo migliore di come l’ho trovato. Se sì, dovrei ancora impegnarmi maggiormente. E dai con questo mondo. Forse, voglio assicurare che coloro che vengano dopo di me siano migliori. Se sì, dovrei ancora – tanto per cambiare – impegnarmi maggiormente. Forse vorrei lasciare un segno – positivo per intenderci – un segno che mi coinvolga in tutto il mio corpo e mente. Se sì, dovrei ancora impegnarmi maggiormente. O forse, voglio provare a far crescere mia figlia dandogli le ali della libertà dell’indipendenza, e del rispetto altrui. Se sì, devo impegnarmi quotidianamente. Forse almeno in questo e con l’aiuto di mia moglie, è non solo un dovere morale, ma anche un caposaldo della mia esistenza. Difficile da dire.

C’è nebbia. Il mondo reale è irto di pericoli – come pure di opportunità. Posso contare su una bussola morale che mi aiuta a non perdermi. Questo, è già di per sé importante. Forse , deluderò molte persone: ora come ora non saprei dire quale sia il senso della mia vita. Evito di tediarvi con menzogne confezionate. Quello che è sicuro, che malgrado tutto, non mi perdo d’animo; so che la mia vita ha un senso. Un giorno sono sicuro di trovarlo. Per il momento ho solo un quesito aperto: trovare il senso che da senso alla mia vita. Bella conclusione!

Leadership durch Vorsprung

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