Il trionfo del Califfato e la caduta di Roma

Il libro: inquietante e maledettamente reale

Una nuova guerra si combatte in Europa

Oggi parliamo di un tema che scotta. L’islamismo radicale; il Califfato del Terrore – perché lo stato islamico minaccia l’Occidente. L’autore del libro è Maurizio Molinari, giornalista e scrittore, corrispondente da Gerusalemme per “La Stampa“. Edito da Rizzoli (2015). Il libro è un saggio, diremmo, molto attuale che può incutere paure. Molte paure. Il libro parla e commenta la storia moderna della nascita e dell’attualità del Califfato del terrore. Modernità ma dal sapore antico. un’ideologia estrema. Bianco o nero. O sei con Allah o sei un infedele. Questa infedeltà si traduce quasi sempre con la morte.

Estremismo religioso

Chi si nasconde dietro i terroristi islamici che vogliono conquistare Roma

Il-Califfato-MolinariMa è anche uno scontro fra sciiti e sunniti dove “il progetto di sterminare gli sciiti è il pilastro del Califfato (p. 100)”. E poi dobbiamo non dimenticarci la volontà ideologica di sconfiggere Roma quale simbolo della cristianità. Come? Con la conquista e la distruzione dei simboli cristiani. “Se il Califfato rappresenta … il progetto statuale di unificazione dell’Islam sunnita, passando attraverso l’eliminazione degli sciiti, la jihad globale si identifica con la conquista di Roma (p. 125).”

L’espansione e la conquista così possono avvenire in diversi modi; la conquista tramite la guerra, i conflitti, o con il compiacimento di madre natura; ovvero con la crescita demografica delle popolazioni musulmane nel cuore della cristianità. Non dobbiamo temere madre natura, se quest’ultima è messaggera di pace e prosperità. L’occidente – e il suo benessere – conoscono una demografia negativa, rispetto ad altre culture. Questa è una realtà. La vera sfida è quella di contrastare l’estremismo e l’applicazione più rigorosa della sharia. Recentemente, ero in vacanza in Austria, nel Tirolo. Immerso nella natura e con lo sguardo all’orizzonte, vedevo su ogni cima una croce, simbolo della cristianità. Ho chiuso gli occhi, immaginandomi un mondo – il nostro mondo – dove al posto della croce, campeggiava la simbologia di un’altra religione. Paura? Forse sì. Parliamo di terrorismo o di guerra? (se ti interessa leggi il mio contributo sulla guerra e sul terrorismo)

La minaccia: tra sangue e social media

Un aspetto molto interessante del libro, è quello di spiegare al lettore, come mai il Califfato sia veramente una minaccia da prendere sul serio. Non si tratta di sventati, squattrinati e senza una chiara strategia. Anzi questa organizzazione che si sta sempre più espandendo, se da una parte utilizza la forza bruta per soggiogare le popolazioni e incutere paura agli infedeli, utilizza le tecniche più moderne a disposizione, da internet, ai social media. Ma a differenza di Al-Qaida, il Califfato conquista anche la dipendenza della popolazione, offrendo servizi e sicurezza. E l’Occidente in tutto questo? Aumento della popolazione di fede musulmana, il pericolo della radicalizzazione, e la possibilità di attacchi compiuti da cellule autonome, sono solo alcune sfide che la nostra sicurezza dovrà tenere conto. Probabilmente siamo di fronti ad una minaccia ibrida (vuoi saperne di più sul significato della minaccia ibrida?: leggi il mio contributo)!

L’opinione e la pulce nell’orecchio

Il libro è piacevole da leggere ed è sicuramente molto interessante. Offre al lettore uno sguardo improntato al presente, tenendo conto però del passato e delle sue implicazioni sull’attualità. Il limite die questo libro è quello di interrompersi bruscamente, senza proporre possibili soluzioni. Così lascia il lettore un po’ perplesso, forse anche impaurito. Questa mancanza di conseguenze è probabilmente il limite di questo libro. Allarmismo gratuito? Il pregio del libro è quello di farci riflettere e di prendere in considerazione il Califfato e il suo Terrore.

Ma eccoci ora alla nostra pulce nell’orecchio. Parlo di una nota critica supplementare che vi consiglio vivamente di leggere. Il testo in questione è su lavoroculturale, dove l’articolista Nicola Perugini ha trovato nel libro “alcune cose strane”; imprecisioni e diverse mistificazioni (allarmismo gratuito?). Altra critica è l’analogia di contenuto con un altro libro rise of ISIS, dove Perugini ha scovato praticamente contenuti molto simili, se non proprio uguali. Problemi quindi di ordine metodologico e deontologico. Comunque questa critica, non mette in discussione l’attualità del tema.

Per terminare segnalo un’altra lettura interessante “ISIS – lo Stato del terrore”, scritto da Loretta Napoleoni (Feltrinelli, 2014). Ecco, forse sarà la mia prossima recensione.

Maurizio Molinari
Il Califfato del terrore – perché lo stato islamico minaccia l’Occidente.
Rizzoli – prima edizione: gennaio 2015, p. 160.
ISBN 978 – 88 – 17 – 08056 – 9

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