American Sniper

Prologo

american_sniper_01Era una sera del 29 dicembre dello scorso anno. Dopo l’annuale cena con alcuni amici d’infanzia, stavamo recandoci in un bar locale, quando mi sono imbattuto in un cartellone di un film in programmazione dal titolo American Sniper. Mi sono detto; voilà un altro film di guerra. Ma come già descritto in un mio contributo (il titolo della pellicola era Lone Survivor), di regola al cinema vado per rilassarmi. Per vedere delle pellicole più impegnative, o che richiamano qualche aspetto della mia professione (ufficiale di professione dell’esercito), necessitano di alcuni elementi fondamentali; cioè avere il tempo (giusto) ed essere nella giusta predisposizione mentale.

Trama e Trailer

All’indomani però e dopo una bella e sana dormita, mi sono informato sulla pellicola. Il regista Clint Eastwood e l’attore principale Bradley Cooper e la bellissima Sienna Miller.

Ecco il trailer

Il Navy SEAL Chris Kyle viene inviato in missione in Iraq per proteggere i suoi commilitoni. Kyle diviene ben presto una leggenda tra i cecchini delle Forze Armate statunitensi, ribattezzato Al-Shaiṭān (il diavolo) dalle milizie irachene che avevano messo una taglia sulla sua testa (fonte trama).

Sì. Clint Eastwood è un personaggio che ho apprezzato da giovane (prima come attore) e ora con quale anno in più lo apprezzo come regista (Gran Torino). Ma anche Bradley Cooper è un attore che mi piace. „Conosco“ Cooper sopratutto per le parti, probabilmente in gergo poco impegnate da A-Team a per es una notte da leoni, quindi all’inizio mi sentivo un po‘ scettico in questo ruolo praticamente „nuovo“. Poco invece posso dire di Sienna Miller. Comunque, cerano tutti gli ingredienti per andare a vedere la pellicola. Dopo un piccolo controllo sulla programmazione e dopo aver trovato un amico, ci siamo dati l’appuntamento per la proiezione delle 23:00! Di sera, in seconda serata. Sicuramente una sala non affollata, ma sopratutto – era la mia speranza  – con un pubblico adulto (… o maturo …). Centro.

La mia (piccola) opinione

Locandina

Locandina

La pellicola non mi ha deluso. Il senso del dovere professionale, il patriottismo (che all’indomani dell’attentato alle torri Gemelle era palpabile – per la cronaca nel 2003 ero negli Stati Uniti per un soggiorno professionale e questo patriottismo era veramente visibile!), e la vita professionale erano i tre punti cardine su cui si sviluppava il film. Da un lato il dare un senso alla propria vita (la chiamata alle armi) in seguito agli attentati (su cui si accentua il patriottismo) e l’altro il voler essere un buon padre di famiglia e di marito. Questo contrasto è vieppiù evidente con il proseguo della guerra e anche con la crescente disillusione di una parte della popolazione e degli stessi soldati. La trama, forse è ed probabilmente solo una mia percezione, perde un po‘ di velocità verso la fine (non perché uno spettatore dietro la mia poltrona era sprofondato in un a volte noioso „ronfareggiare“ …), comunque …  ritengo di aver visto una buona pellicola.

In punta di spillo

Così domani riprendo anche il mio lavoro. Lavoro per l’esercito. Così posso tranquillamente dire che i problemi che attualmente abbiamo sono ben diversi da quelli di un esercito confrontato con un impiego dove la gente muore, dove le famiglie soffrono, dove la società perde la fiducia e nel senso di questa guerra. Una volte un tenente colonnello italiano (9 anni in impiego fra Iraq, Afganistan e Kossovo) mi disse: „quando torniamo da un impiego come Afganistan e Iraq, abbiamo qualche settimana di pausa, mentre se andiamo in Kossovo, abbiamo solo alcuni giorni di riposo. Il Kossovo è per noi come un campo di allenamento“. Ecco perché – a dipendenza del perché e percome, l’occidente è andato ad impantanarsi così lontano, umanamente tanto di cappello a tutte quelle persone che per motivi sopratutto umanitari si mettono a disposizione del proprio Stato, magari sacrificando famiglia e forse anche la propria vita. Sì un film da vedere!

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