Cronaca di un’attacco

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È un giorno come un altro. La rete pullula di notizie. Poi ecco che l’autorevole Associated Press pubblica il seguente tweet:

Attacco alla Casa Bianca, Obama ferito

In poco tempo la borsa crolla di ben 100 punti, per pori riprendersi quando ci si rende conto che trattasi di una bufala. Una bufala informatica. Un attacco informatico. Possiamo considerare questo attacco come un’operazione di guerra non militare.

La rivendicazione dell’attacco – vedi Video – porta la firma di un gruppo siriano che voleva  protestare contro una presunta disinformazione da parte dei media occidentali.

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L’ATTACCO – L’hacker ha sabotato l’account twitter dell’agenzia americana Associated Press, annunciando «due esplosioni alla Casa Bianca» e il ferimento del presidente Usa. Immediato l’allarme provocato dal falso tweet in tutto il Paese. L’annuncio è stato ripreso da alcune testate e ha costretto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ad affermare che non c’era stata nessuna esplosione e ad assicurare che il presidente stava bene. Secondo una prima ricostruzione gli autori del falso tweet sarebbero siriani. (fonte: www.corriere.it, stato 24.4.2013).

PAGINE SOSPESE – L’Associated Press, la più grande agenzia stampa Usa e tra le più importanti del mondo, è stata costretta a sospendere la sua pagina Twitter con cui abitualmente rilancia le sue notizie più importanti. L’episodio lancia un ombra sull’affidabilità del social network, ormai un sistema di informazione parallelo rispetto alle fonti tradizionali. Molti profili sono stati colpiti da hacker ma è la prima volta che viene coinvolta una fonte d’informazione affidabile come l’Ap. (fonte: www.corriere.it, stato 24.4.2013).

Ma, indipendentemente dagli obiettivi, dovremmo preoccuparci per un altro fatto. Cioè la possibilità di produrre caos, in poco tempo, con pochi mezzi, ma con un grande eco. Una semplice informazione falsa, ha fatto crollare la borsa. Certo il tutto si è risvolto in breve tempo. Nessuno è stato ferito, nessun morto. Certo. Ma questa operazione di guerra non militare, dove per citare gli autori de „Guerra senza limiti„, amplia la nostra percezione di ciò che esattamente costituisce uno stato di guerra a tutti i campi dell’attività umana, ben oltre, dunque, i contenuti racchiusi nell’espressione „operazioni militari“. Quindi l’utilizzo della rete per raggiungere i propri obiettivi (pag 80). E se questo vuole dire creare il caos. Ben venga!

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