Programma d’armamento cybernetico 2011

Arma: Social Network
Raggio di impiego: globale
Caratteristiche: coscienza di massa, silenziosa, colpisce velocemente senza preavviso.
Effetti principali: libertà di espressione
Effetti collaterali: può provocare la caduta dei governi

Il cambio di regime in Iraq, la rivoluzione dei cedri, la possibile formazione di uno stato palestinese, sono avvenimenti avvenuti in uno spazio di tempo ridotto e in una regione dominata da una realtà Araba. In tutte queste realtà ha giocato un ruolo determinante la comunicazione. Grazie all’informazione, allo scambio planetario di idee, alle pressioni mediatiche di governi, popolo e organizzazioni governative e non governative si sono prodotti risultati.

Ma non ovunque. Laddove la comunicazione, la libertà d’informazione rimane una prerogativa statale, dove anche la repressione alle riforme è forte, non si è prodotto nessun risultato; Corea del Nord, Libia e fino a poco tempo fa …

Ma iniziamo a parlare brevemente del programma d’armamento cybernetico introdotto con successo da diversi anni e sempre perfezionato. Grazie alla rete, il mondo è diventato sempre più globale. Ormai è un dato di fatto. Grazie ad Internet l’informazione è diventata più veloce, si è diversificata, ma sopratutto anche più attuale. Grazie a Skype, Facebeook, Twitter e altri social network l’utente è entrato in contatto con amici, conoscenti. E l’arma della comunicazione si è sempre più evoluta. Ora non solo per comunicare fra amici, ma anche veicolo per muovere idee, per rompere con il monopolio statale. Un’arma per muovere le masse. Il social network è così passato da arma personale, ad arma collettiva fino ad un’arma di massa. Socialmente la possiamo considerare come un’arma totale.

I governi totalitari, le democrazie „regnanti“ stanno tentando di tutto per arginare gli effetti di questa nuova arma; controllo dei media, repressione della popolazione, oscuramento della rete. Non sempre però è possibile; l’arma del social network si è evoluta, la voglia di libertà di cambiamento sta sempre diventando più forte. Siamo entrati in una nuova dimensione! La collettività ha imparato a ragionare, ha imparato a sperare, sta imparando a gestire il proprio futuro.

Protestwelle rollt weiter

NZZ 20.02.2011, Seite 5

Così Tunisia, Egitto, ma anche l‘Algeria, la Libia il Bahrain, l‘Iran e altre ancora, hanno scoperto chi con successo chi, al momento con meno successo gli effetti di questa nuova arma; un’arma che può essere pulita, silenziosa. Arma che comunque ha provocato, provoca e provocherà certamente vittime.

A questo punto e visto le capacità offensive di quest’arma, si tratta, verosimilmente, per i governi democratici aperti e rispettosi, unicamente di prendere atto di questa nuova realtà e conviverci in modo armonioso. Mentre per i governi dispotici, per le dittature o governi „regnanti“ si tratta di o continuare nella difesa ad oltranza o aprirsi alla volontà di cambiamento.

Così retrospettivamente, possiamo vedere il cambio di regime in Iraq, la rivoluzione dei cedri e la possibile formazione di uno stato palestinese come un’anticamera o un esperimento antecedente l’introduzione dell’arma cibernetica 2011.

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