La forma della minaccia

Fino alla caduta del Muro di Berlino il nemico aveva un volto. Il suo nome era Rosso. L’amico invece si chiamava Blu. Poi è arrivato l’ormai usurpato 11 settembre. Il nuovo volto del nemico. Il terrorismo internazionale. Ma ci sbagliavamo. Anche il terrorismo seppur reale, concreto e presente è solo una parte della nuova minaccia.

L’unica sicurezza è che i futuri conflitti non saranno più contraddistinti dal Rosso e dal Blu, bensì saranno caratterizzati da diversi fattori quali; le influenze culturali, lo sfruttamento delle risorse naturali, il surriscaldamento climatico e il terrorismo internazionale.

Le influenze culturali
Il flusso migratorio verso l’occidente porta con sé speranza, ma anche problemi di adattamento. L’assimilazione di diverse culture nelle diverse culture occidentali non è e non sarà semplice. Il punto del non ritorno, sarà raggiunto il giorno nel quale le culture importate metteranno i discussione l’ordine esistente.

Lo sfruttamento delle risorse naturali
L’acqua, l’energia, la tecnologia se sfruttate male causeranno tensioni regionali causando però problemi globali.

Il riscaldamento climatico
L’innalzamento delle acque, la crescita di fenomeni naturali quali terremoti, inondazioni e tifoni per esempio, hanno messo e metteranno sotto pressione le entità statali. Se mal gestite sfoceranno in ulteriori problemi sociali causando seri pericoli alla sicurezza.

Il terrorismo internazionale
La globalizzazione del terrorismo, può accrescere l’insicurezza della popolazione. Risposte inadeguate dei governi ufficiali, provocheranno ulteriori tensioni locali, ma anche probabilmente tensioni di più ampio respiro.

Non per ultimo è anche utile ricordare la sicurezza sociale. Infatti l’insoddisfazione, la mancanza di lavoro, l’insicurezza di un popolo può essere il preludio a tensioni che erano in letargo e che ora, grazie alle condizioni favorevoli, riemergono con probabili gravi danni alla sicurezza.

Quanto scritto non è allarmismo. Quanto scritto è una riflessione a cui ogni governo dovrà chinarsi per elaborare risposte chiare, concrete. Riconoscere quanto potrà avvenire in definitiva è un agire, piuttosto che un reagire. Così facendo siamo già a metà dell’opera. L’opera? Semplice, la nostra sicurezza.

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