Lezioni di leadership – Lezioni di condotta

Genericamente quando si parla di vittorie o di sconfitte, si tende a valorizzare il primo a discapito del secondo. Si potrebbe insinuare che questa è la legge della natura. Lo sconfitto o si adegua o è cancellato dal più forte. Anche nell’esprimere giudizi sulle personalità che per un motivo o per l’altro hanno contribuito, nel bene o nel male a cambiare la nostra società, la tendenza è di designare il perdente come il cattivo. Certamente ci rendiamo conto che la riflessione è molto generale. Si dice sempre che l’ultima azione è quella che lascia il segno. Napoleone si è stato sconfitto. Ma Napoleone ha anche saputo muovere montagne insormontabili; ha stravolto i sistemi feudali, ha saputo riorganizzare la burocrazia, ha contribuito alla riscoperta della storia egiziana, ha permesso ad alcuni cantoni svizzeri di liberarsi del giogo di altri cantoni. Napoleone è stato un riformatore. Di Napoleone potremmo dire che ha avuto troppo poco tempo per portare compimento i suoi progetti; ma altri grazie al suo impulso hanno saputo continuare a sviluppare le sue idee.

A Napoleone non piaceva la filosofia di Jean-Jacques Rousseau, per contro sposava alcuni principi cari a Thomas Hobbes (la gente – il popolo, devono essere condotti). Grande motivatore di genti e di folle napoleone cura la comunicazione ed è un buon ascoltatore. Oggi diremmo le “public relations”. Grande e avido lettore, Napoleone è assetato di sapere. Uno dei suoi principi è la conoscenza. Deve sapere. Deve conoscere. Sul campo si è fatto le ossa. Sa di cosa ha bisogno la truppa. Riassumendo Napoleone non è un teoretico, bensì un pratico. Nell’arte della guerra adotta alcuni principi di Clausewitz e probabilmente (magari anche inconsapevolmente) di Sun-Tzu. Ma nella condotta, fallisce nella “cultura” del sostituto. La sua personalità onnipresente e maniacale nel gestire gli affari, blocca lo sviluppo dei suoi subordinati. Non tanto nella catena del comando, quanto nel sapere agire autonomamente in funzione di cosa vuole il capo. Insomma senza Napoleone è come se la macchina si fermasse.

Napoleone si è stato sconfitto. Le sue idee no. E molti oggi ne sono contenti.

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